vincent van gogh

il giardino è l’anima – james hillman

vincent van gogh

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il giardino è l’anima [...] noi oggi tendiamo a dimenticare che l’anima non è solo dentro di noi, ma anche fuori di noi. e quando siamo in un giardino, che si tratti di un giardino asiatico o di un giardino alla francese o di qualunque altro tipo di giardino, si manifesta qualcosa dell’anima mundi. l’anima del mondo si rende visibile e, anzi, si mette in mostra. [...] il giardino è la rappresentazione allegorica della nostra psiche. tutto ciò che accade nel giardino suggerisce metafore della nostra vita psichica [...] ...>>

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venerdì 12 aprile, 2013 14:08:12 respirare Nessun commento

che triste sbaglio – dino buzzati

vincent van gogh

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che triste sbaglio, pensò drogo, forse tutto è così, crediamo che attorno ci siano creature simili a noi e invece non c’è che gelo, pietre che parlano una lingua straniera, stiamo per salutare l’amico ma il braccio ricade inerte, il sorriso si spegne, perché ci accorgiamo di essere completamente soli

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giovedì 20 settembre, 2012 21:56:10 angeli feriti qualunque Nessun commento

un’ombra bella e dura – henrik nordbrandt

vincent van gogh

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hai gettato un’ombra bella e dura
sui miei giorni inquieti. intorno a essa

la luce si è fatta incredibilmente forte.
mille strade d’un tratto sono andate verso il mare

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domenica 11 dicembre, 2011 20:37:01 respirare Nessun commento

un terribile bisogno – vincent van gogh

vincent van gogh

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ciò non mi protegge dall’avere un terribile bisogno di – pronuncerò questa parola – religione. allora vado fuori la notte a dipingere le stelle.

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giovedì 8 dicembre, 2011 13:08:51 angeli feriti qualunque Nessun commento

comincia a sgelare – vincent van gogh

vincent van gogh

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il brutto supera di gran lunga il bello. ma, con o senza il nostro permesso, il freddo cede infine e un bel mattino troviamo che il vento è cambiato e che comincia a sgelare.

15 ottobre 1879, lettera a theo

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domenica 30 ottobre, 2011 12:16:50 respirare Nessun commento

a muovere le stelle – efraim medina reyes

vincent van gogh

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noi due abbiamo avuto dei buoni momenti, abbiamo avuto dialoghi e sogni, abbiamo avuto citazioni e canzoni, abbiamo avuto sesso con amore, sesso con magia, sesso con sangue e follia. forse voglio negare quel tempo ma sarò qui a ricordare che le ho insegnato a muovere le stelle, a leggere scrittori con i controcazzi, a capire ciò che i nostri occhi non vedono, ciò che non si sente, le creature dell’oscurità. lei mi ha insegnato a sapere e questo almeno è sicuro. lei è schiva, silenziosa, con ferite antiche. devi amarla con attenzione, può diventare fredda e dura come un rospo di gesso, può chiudersi in se stessa come una chiocciola offesa

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mercoledì 19 ottobre, 2011 20:03:07 angeli feriti qualunque Nessun commento

per pensare da lontano – wisława szymborska

vincent van gogh

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non ce l’ho con la primavera
perché è tornata.
non la incolpo
perché adempie come ogni anno
ai suoi doveri.
capisco che la mia tristezza
non fermerà il verde.
il filo d’erba, se oscilla,
è solo al vento.
non mi fa soffrire
che gli isolotti di ontani sulle acque
abbiano di nuovo con che stormire. ...>>

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sabato 8 ottobre, 2011 14:31:55 angeli feriti qualunque Nessun commento

con lo sguardo al cielo – gabriele romagnoli

vincent van gogh (part.)

vincent van gogh (part.)

resta lì, sdraiato con lo sguardo al cielo, ridendo sotto le nuvole. aspettando che la pioggia riprenda, i miraggi svaniscano, risorgano, svaniscano, risorgano: tutto, purché la vita non sia un deserto.

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sabato 24 settembre, 2011 21:26:26 respirare Nessun commento

il paese della luna – milena agus

vincent van gogh

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per tutta la vita le avevano detto che sembrava una del paese della luna, le sembrò di aver incontrato, finalmente, uno di quel suo stesso paese

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martedì 20 settembre, 2011 12:40:52 respirare Nessun commento

amo l’impazienza – jonathan safran foer

vincent van gogh

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mi piace vedere la gente che si corre incontro, mi piacciono i baci e i pianti, amo l’impazienza, le storie che la bocca non riesce a raccontare abbastanza in fretta, le orecchie che non sono abbastanza grandi, gli occhi che non abbracciano tutto il cambiamento, mi piacciono gli abbracci, la ricomposizione, la fine della mancanza di qualcuno

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sabato 20 agosto, 2011 10:28:58 respirare Nessun commento

l’innesto sbagliato – mariangela gualtieri

vincent van gogh

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sto nello sfregio della notte.
senza intesa. senza accollarmi il fagotto e
salvarlo. oggi non salvo. sono io la bufera
che rovina. sono la spina, il buco, l’inciampo.
sono io l’innesto sbagliato che darà un frutticino
sgorbio. sono il relitto il rifiuto, la cosa rotta
l’urlo incenerito, la cappa che fa fumo. sono io.

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domenica 27 marzo, 2011 16:46:13 angeli feriti qualunque Nessun commento

relativamente alto – giorgio manganelli

vincent van gogh

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molti, che hanno un livello di cultura relativamente alto, non credono all’esistenza degli esseri umani

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sabato 5 marzo, 2011 12:32:52 visioni Nessun commento

sarà d’estate, per le azzurre sere – guido ceronetti

vincent van gogh

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sarà d’estate, per le azzurre sere
tra le spighe che pungono,
i sottili fili calpesteró dell’erba sui sentieri;
i piedi ne sentiranno la frescura
e la terra lasceró nuda
inumidirla il vento, mentre sogna.

non diró nulla, non penseró nulla.
ma dall’amore infinito
presa l’anima mia non avrà più confini.

lontano andró
ben lontano,
zingaro errante, natura.
saró felice, come se fosse con me una donna.

arthur rimbaud, traduzione poetica di guido ceronetti

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lunedì 20 dicembre, 2010 11:55:26 respirare 2 commenti

pensa se non avessi fatto in tempo – titos patrikios

vincent van gogh

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pensa se non avessi fatto in tempo
anche quest’estate
a vedere di nuovo la luce sfolgorante
ad avvertire il tocco del sole sul mio corpo
a respirare gli odori freschi o guasti
a gustare sapori pepati e dolceamari
a sentire le cicale fino al profondo della notte ...>>

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venerdì 23 luglio, 2010 14:12:44 visioni Nessun commento

quel vento sei tu – haruki murakami

vincent van gogh

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qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. per evitarlo cambi l’andatura. e il vento cambia andatura, per seguirti meglio. tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell’alba. perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. è qualcosa che hai dentro. quel vento sei tu. perciò l’unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia.

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martedì 15 giugno, 2010 23:47:45 visioni Nessun commento

come un vegetale che si mangia la luce – mariangela gualtieri

vincent van gogh

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io guardo spesso il cielo.
lo guardo di mattino nelle ore di luce ...>>

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mercoledì 16 dicembre, 2009 10:20:22 respirare Nessun commento