tina modotti

il nostro personalissimo linguaggio – giovanna canzi

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«nella mia casa paterna, quand’ero ragazzina, a tavola se io e i miei fratelli rovesciavamo il bicchiere sulla tovaglia, o lasciavamo cadere un coltello, la voce di mio padre tuonava: “non fate malagrazie!”. se inzuppavamo il pane nella salsa gridava: “non leccate i piatti! non fate sbrodeghezzi! non fate potacci!”». così natalia ginzburg nell’incipit del suo lessico famigliare (einaudi) ci prende per mano e ci conduce, pagina dopo pagina, fra le stanze segrete di una casa dove genitori, figli, fratelli e sorelle sono legati da un linguaggio che rivela un’intimità da cui il mondo esterno è escluso [...] leggendo questo libro [...] immediatamente penseremo a quali termini affettuosi e personali ritmano l’intimità del nostro quotidiano. giri di parole che con il passare del tempo diventano sempre più numerosi, perché sono lo specchio di un legame che cresce e si consolida sempre più. se, infatti, all’inizio della nostra avventura famigliare avremo ancora nelle orecchie e sul palato quei modi di dire che appartenevano alla nostra infanzia (a casa mia se uno cadeva dalle nuvole eravamo soliti dire: «sono tornati i piccioni?», ...>>

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martedì 3 aprile, 2012 13:58:00 visioni Nessun commento