robert doisneau

segreta regalità – jean genet/alberto giacometti

alberto giacometti / robert doisneau

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la solitudine, come la intendo io non vuol dire affatto condizione miserevole ma piuttosto segreta regalità, ...>>

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venerdì 22 marzo, 2013 18:53:46 silenzi Nessun commento

nei libri, mai che parlino della vita – lino di gianni

robert doisneau

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carlin non legge romanzi. non ha né il tempo né la voglia. perché ingannano, non parlano mai della vita vera. sono solo un’evasione, e noi dobbiamo cambiare lo stato di cose presenti, non evitarle.
mai un romanzo che parli del tuo dormire male, per i pensieri, per il mal di stomaco, per i reumatismi.
carlin non legge romanzi “d’amore”.
i libri non ti parlano mai delle angosce per il mutuo da pagare, avvoltoio che aleggia sui magri campi dei nostri grani. dell’essere sempre in ritardo, della paura che succeda qualcosa a tua figlia, degli esami medici dei tuoi genitori, di tua madre anziana che non ci sta più con la testa, di tua sorella che all’improvviso non cammina più, e devi accompagnarla in carrozzella agli esami. ...>>

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domenica 30 ottobre, 2011 19:32:16 angeli feriti qualunque 1 commento

abituarsi non è amare – efraim medina reyes

robert doisneau

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c’era un’idea che mi ronzava in testa, cioè che magari non saremo mai in grado di capire del tutto qualcuno, tanto meno chi più amiamo, ma possiamo comunque amarlo senza riserve. secondo me amare una persona è forse più facile che capirla ma molto più pericoloso perché l’amore fa sempre male. si può cercare di capire qualcuno ma non si può cercare di amarlo. l’amore nasce involontario. l’amore può aumentare o diminuire fino a sfumare del tutto ma non si può imporre. a volte ci piacerebbe amare una certa persona, possiamo addirittura dire che quella persona ha tutte le qualità perché ci innamoriamo di lei ma questo non accade. con uno sforzo più o meno grande ci si abitua a chiunque ma abituarsi non è amare. non so se le mie idee sono giuste oppure assurde ma tendo a credere che l’amore esiste, che è un’invenzione dell’uomo e che ora è fuori controllo

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sabato 16 aprile, 2011 15:21:45 angeli feriti qualunque Nessun commento

la pioggia prima che cada – jonathan coe

robert doisneau

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il tuo tipo di pioggia preferito?” disse thea.
ricordo che aveva la fronte aggrottata, mentre rifletteva su queste parole, poi annunciò: “be’, a me piace la pioggia prima che cada”.

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mercoledì 23 marzo, 2011 13:19:46 silenzi Nessun commento

c’entro sempre meno – aldo busi

robert doisneau

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io, in questa bella storia d’amore che devasta tanto più quanto meno c’è, c’entro sempre meno e non di più o di meno di tutti quanti, inclusi gli esclusi

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domenica 6 marzo, 2011 14:11:15 angeli feriti qualunque Nessun commento

l’abbraccio non perdona – lorenzo licalzi

robert doisneau

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il nostro era un abbraccio perfetto. si può essere in grande sintonia a fare l’amore o baciarsi senza disagio, perfino con impeto e passione. ma abbracciarsi no, abbracciarsi davvero non ci si riesce, perché è l’abbraccio il metro più esatto dell’intesa, l’abbraccio non perdona

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giovedì 17 febbraio, 2011 16:52:25 respirare Nessun commento

niente si perde – ghiannis ritsos

robert doisneau

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se ne è andata ogni cosa.
e’ rimasta solo questa grande calma.
e questa sensazione straordinaria:
che niente è andato perduto,
niente si perde.
tra questi volti,
tutti familiari e amati,
è rimasto
solo
il tuo volto.

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martedì 4 gennaio, 2011 14:14:46 angeli feriti qualunque Nessun commento

tristi per la vita intera – michele mari

robert doisneau

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fedeli al duro accordo
non ci cerchiamo più
cosi’ i bambini giocano
a non ridere per primi
guardandosi negli occhi ...>>

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domenica 14 novembre, 2010 15:07:18 angeli feriti qualunque Nessun commento

un dolore atroce mi scavava il petto – curzio malaparte

robert doisneau - prevert e il suo cane

robert doisneau - prevert e il suo cane

un giorno febo uscì, e non tornò più. lo aspettai fino a sera, e scesa la notte corsi per le strade, chiamandolo per nome. tornai a casa a notte alta, mi buttai sul letto, col viso verso la porta socchiusa. ogni tanto mi affacciavo alla finestra, e lo chiamavo a lungo, gridando. all’alba corsi nuovamente per le strade deserte, fra le mute facciate delle case che, sotto il cielo livido, parevano di carta sporca. non appena si fece giorno, corsi alla prigione municipale dei cani.

entrai in una stanza grigia, dove, chiusi in fetide gabbie, gemevano cani dalla gola ancora segnata dalla stretta del laccio del chiappino. ii guardiano mi disse che forse il mio cane era rimasto sotto una macchina, o era stato rubato, o buttato a fiume da qualche banda di giovinastri. mi consigliò di fare il giro dei canai, chi sa che febo non si trovasse nella bottega di qualche canaio?

tutta la mattina corsi di canaio in canaio, finalmente un tosacani, in una botteguccia di piazza dei cavalieri, mi domandò se ero stato alla clinica veterinaria dell’università, alla quale i ladri di cani vendono per pochi soldi gli animali destinati alle esperienze cliniche. ...>>

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domenica 12 settembre, 2010 12:07:22 angeli feriti qualunque Nessun commento

tutto richiede tempo – david foster wallace

robert doisneau

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c’è stato tempo in tutto questo tempo. non puoi uccidere il tempo col cuore. tutto richiede tempo. le api si devono muovere rapidissime per restare immobili

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mercoledì 23 giugno, 2010 19:02:15 visioni Nessun commento