rainer maria rilke

non c’è montagna che li meravigli – rainer maria rilke

andré kertész

andré kertész

io temo tanto la parola degli uomini.
dicono sempre tutto così chiaro:
questo si chiama cane e quello casa,
e qui è l’inizio e là è la fine!
e mi spaura il modo, lo schernire per gioco,
che sappian tutto ciò che fu e che sarà;
non c’è montagna che li meravigli; ...>>

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venerdì 19 settembre, 2014 15:11:47 visioni Nessun commento

io imparo a vedere – rainer maria rilke

zander olsen

zander olsen

questi sono i rumori. ma c’è, qui, qualcosa di più pauroso: il silenzio. io credo che nei grandi incendi arrivi talvolta un istante così, di estrema tensione, i getti d’acqua ricadono, i pompieri non si arrampicano più, nessuno si muove. senza suono un cornicione nero comincia a muoversi, lassù, e un’alta parete dietro la quale il fuoco si leva furioso si inclina, senza suono. tutti ristanno e con la testa insaccata fra le spalle, i volti tutti raccolti negli occhi, aspettano il colpo terribile. così è qui il silenzio.

io imparo a vedere. non so perché tutto penetra in me più profondo e non rimane là dove, prima, sempre aveva fine e svaniva. ho un luogo interno che non conoscevo. ora tutto va a finire là. non so che cosa vi accada. ...>>

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lunedì 1 aprile, 2013 19:48:28 silenzi Nessun commento

fino all’orlo colmi di figure – rainer maria rilke

joan mirò

joan mirò

si dovrebbe riflettere a lungo per parlare
di certe cose che così si persero,
quei lunghi pomeriggi dell’infanzia
che mai tornarono uguali – e perché?
dura il ricordo -: forse in una pioggia,
ma non sappiamo ritrovarne il senso;
mai fu la nostra vita così piena
di incontri, di arrivederci, di transiti
come quando ci accadeva soltanto
ciò che accade a una cosa o a un animale: ...>>

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sabato 17 settembre, 2011 15:24:16 silenzi Nessun commento

in un estraneo rifugio silenzioso – rainer maria rilke

anish kapoor

anish kapoor

come potrei trattenerla in me,
la mia anima, che la tua non sfiori;
come levarla, oltre te, ad altre cose?
ah, potessi nasconderla in un angolo
perduto nella tenebra, un estraneo
rifugio silenzioso che non seguiti
a vibrare se vibri il tuo profondo.
ma tutto quello che ci tocca, te
e me, insieme ci prende come un arco
che da due corde un suono solo rende.
su qual strumento siamo tesi, e quale
violinista ci tiene nella mano?

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mercoledì 14 settembre, 2011 20:13:30 visioni Nessun commento

l’estate giunge – rainer maria rilke

frederick leighton

frederick leighton

le opere d’arte sono di una solitudine infinita, e nulla può raggiungerle meno della critica. solo l’amore le può afferrare e tenere e può essere giusto verso di loro. dia ogni volta ragione a se stesso e al suo sentimento, contro ognuno di quei dibattiti, commenti o introduzioni; e se pure dovesse avere torto, la naturale crescita della sua vita interiore la guiderà a poco a poco e col tempo verso altre intuizioni. lasci ai suoi giudizi il loro quieto e indisturbato sviluppo, che, come ogni progresso, deve venire dal profondo, e non può essere in alcun modo incalzato o affrettato. tutto è condurre a termine e poi partorire. lasciare che ogni impressione e ogni germe di un sentimento si compia tutto dentro, nell’ombra, nell’indicibile e inconscio e inattingibile alla propria ragione, e con profonda umiltà e pazienza attendere l’ora della nascita di una nuova chiarezza: questo solo significa vivere da artista: nel comprendere come nel creare. ...>>

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giovedì 25 agosto, 2011 11:29:54 visioni Nessun commento

sangue, sguardo e gesto – rainer maria rilke

anish kapoor

anish kapoor

oh, ma con i versi si fa ben poco, quando li si scrive troppo presto. bisognerebbe aspettare e raccogliere senso e dolcezza per tutta una vita e meglio una lunga vita, e poi, proprio alla fine, forse si riuscirebbe poi a scrivere dieci righe che fossero buone. poiché i versi non sono, come crede la gente, sentimenti (che si hanno già presto), sono esperienze. per un solo verso si devono vedere molte città, uomini e cose, si devono conoscere gli animali, si deve sentire come gli uccelli volano, e sapere i gesti con cui i fiori si schiudono al mattino. ...>>

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venerdì 19 agosto, 2011 18:07:34 respirare Nessun commento

una selvaggia infanzia sul mio cuore – rainer maria rilke

anish kapoor

anish kapoor

a lou andreas-salome

I:

mi ritenevo più che aperto, dimenticavo
che fuori non esistono solo cose
e animali a proprio agio con loro stessi,
il cui sguardo esce
dalla rotondità della propria vita, come
un ritratto incorniciato;
dimenticavo che io continuamente
con tutto ciò che facevo ammassavo in me
sguardi: sguardi, opinione, curiosità.
chissà: nello spazio si formano occhi, ...>>

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lunedì 6 settembre, 2010 12:16:11 angeli feriti qualunque Nessun commento

con troppa notte sopra di sé – rainer maria rilke

francesca woodman

francesca woodman

io sono come il piccolo anemone che ho visto una volta a roma, nel giardino; di giorno si era spalancato tanto che non riusciva più a chiudersi per la notte. era terribile vederlo nel prato buio, aperto, ancora intento ad accogliere tutto nel calice follemente spalancato, con troppa notte sopra di sé che non voleva finire

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venerdì 9 aprile, 2010 21:56:08 angeli feriti qualunque Nessun commento

quelle assenze che ci fanno agire – rainer maria rilke

michael kenna

michael kenna

tutti gli addii ho compiuto.
tante partenze
mi hanno formato fino dall’infanzia.
ma torno ancora, ricomincio,
nel mio ritorno si libera lo sguardo.
mi resta solo da colmarlo,
e quella gioia impenitente
d’avere amato cose somiglianti
a quelle assenze che ci fanno agire.

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mercoledì 7 aprile, 2010 20:27:53 angeli feriti qualunque Nessun commento

ora so perché – rainer maria rilke

luigi ghirri - nebbia

luigi ghirri - nebbia

ora so perché dal nostro incontro non è potuto nascere nulla di concreto: perché tu, o eri me con tutte le tue forze e quindi sovrabbondante, oppure eri il mio contro-io, ...>>

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sabato 2 gennaio, 2010 18:17:19 angeli feriti qualunque Nessun commento