mark rothko

dei folli che rispetti / degli ingenui in cui credi – paul eluard

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abbiamo passato la notte ti tengo la mano io veglio
ti sostengo con tutte le mie forze
incido su una pietra la stella delle tue forze
solchi profondi dove scaturirà la bontà del tuo corpo
ascolto in me la tua intima voce la tua voce per gli altri
e rido ancora di quell’orgogliosa che tratti
come una mendicante
dei folli che rispetti degli ingenui in cui credi ...>>

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giovedì 14 febbraio, 2013 10:32:10 respirare Nessun commento

con sogni verdi nel cuore – olav h. hauge

mark rothko

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cosa vuole questa luce strana?
il giorno è sotto stelle bianche.
e i sogni germogliano sotto la luna.

la montagna ha parole racchiuse dentro di sé
ma il petto è rigido e la barba gelata.
il fiume risponde con brevi riflessi, si apre per un attimo breve,
e i pini offrono un po’ di resina.
il regalo scuote la neve
e il cavallo freme con il muso coperto di brina.
la legna spreme fuori una crosta di grasso gelato, ...>>

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domenica 5 febbraio, 2012 13:04:57 silenzi Nessun commento

quella parte dell’anima – david grossman

mark rothko

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cosa credi? che voglia stare sola? ma sono fatta così, non riesco ad avvicinarmi veramente a nessuno. è un dato di fatto. è come se mi mancasse quella parte dell’anima che si incastra negli altri, come nel lego. che si unisce veramente a qualcun altro. alla fine tutto cade a pezzi. famiglia, amici. non resta più niente

ordinabile presso

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venerdì 18 febbraio, 2011 20:22:59 angeli feriti qualunque 2 commenti

passo dopo passo – fermine maxence

mark rothko

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neve era diventata funambola per amore dell’equilibrio. lei, la cui vita si svolgeva come un filo tortuoso, disseminato di viluppi che intrecciavano e scioglievano tra loro sinuosità della sorte e insipidezza dell’esistenza, eccelleva nell’arte sottile e insidiosa del fare evoluzioni su di una fune tesa. ...>>

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mercoledì 21 luglio, 2010 9:54:34 funambolismi Nessun commento

fino al capolinea – bohumil hrabal

mark rothko

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io sono depressione e spleen e prostrazione, i preparativi al salto di testa contro il muro sono la prova, continuamente rimandata, che si può vivere diversamente da come ho vissuto finora, sono un nevrotico che gode di ottima salute, un insonne che si addormenta profondamente solo sui tram e si lascia così portare fino al capolinea, sono una grande presenza di piccole aspettative e di attesi grandi crack e fiaschi, su un orizzonte grottesco vedo altri orizzonti di minuscole provocazioni e di scandali in miniatura, perciò sono un clown, un animatore, un narratore e un istitutore, proprio come un grande detrattore e delatore di me stesso, redattore di lettere minatorie senza firma, considero le notizie prive di valore un possibile preambolo alla mia costituzione, che cambio di continuo, che non posso mai aver finito, nel progetto di un ombra tracciata lievemente scorgo una costruzione gigantesca

[un testo dimenticato di bohumil hrabal, pubblicato in pochissime copie (edizione limitata) nel 1998 da hestia e mai più ristampato. qui l’edizione integrale]

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martedì 29 giugno, 2010 7:39:16 angeli feriti qualunque Nessun commento