italo calvino

la mia vera patria – italo calvino

andrew wyeth

andrew wyeth

entrai in una fase in cui soltanto gli spiragli di vuoto, le assenze, i silenzi, le lacune, i nessi mancanti, le smagliature nel tessuto del tempo mi parevano racchiudere un senso e un valore. spiavo attraverso quelle brecce il grande regno del non essere, vi riconoscevo la mia vera patria, che rimpiangevo d’aver tradito in un temporaneo obnubilamento della coscienza; […] sognavo l’annullamento d’ogni dimensione, d’ogni durata, d’ogni sostanza, d’ogni forma.

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mercoledì 10 ottobre, 2012 10:46:39 silenzi Nessun commento

da straniero – italo calvino

edvard munch

edvard munch

il luogo ideale per me è quello in cui è più naturale vivere da straniero

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venerdì 20 gennaio, 2012 11:58:09 angeli feriti qualunque Nessun commento

quel silenzioso nessuno – italo calvino

pablo picasso

pablo picasso

hai con te il libro che stavi leggendo al caffè e che sei impaziente di continuare, per poterlo poi passare a lei, per comunicare ancora con lei attraverso il canale scavato dalle parole altrui, che proprio in quanto pronunciate da una voce estranea, dalla voce di quel silenzioso nessuno fatto d’inchiostro e di spaziature tipografiche, possono diventare vostre, un linguaggio, un codice tra voi, un mezzo per scambiarvi segnali e riconoscervi

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venerdì 13 gennaio, 2012 19:38:59 respirare Nessun commento

per nascondere – italo calvino

maurizio nicosia

maurizio nicosia

è la mia immagine che voglio moltiplicare, ma non per narcisismo o megalomania come si potrebbe troppo facilmente credere: al contrario, per nascondere, in mezzo a tanti fantasmi illusori di me stesso, il vero io che li fa muovere

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giovedì 10 novembre, 2011 14:35:16 silenzi Nessun commento

guardai il cielo – calvino

luigi ghirri

luigi ghirri

e poi non sapevo più cosa guardare e guardai il cielo.

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mercoledì 2 novembre, 2011 21:51:42 silenzi Nessun commento

come gli scattatori d’istantanee – italo calvino

michael kenna

michael kenna

quell’espressione quell’accento quel segreto che gli sembrava d’esser lì lì per cogliere sul viso di lei era qualcosa che lo trascinava nelle sabbie mobili degli stati d’animo, degli umori, della psicologia: era anche lui uno di quelli che inseguono la vita che sfugge, un cacciatore dell’inafferrabile, come gli scattatori d’istantanee.

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domenica 9 ottobre, 2011 23:55:27 visioni Nessun commento

per il bisogno di chiamarsi e basta – italo calvino

henri cartier bresson

henri cartier bresson

è in questo silenzio dei circuiti che ti sto parlando. so bene che, quando finalmente le nostre voci riusciranno ad incontrarsi sul filo, ci diremo delle frasi generiche e monche; non è per dirti qualcosa che ti sto chiamando, nè perchè creda che tu abbia da dirmi qualcosa.

ci telefoniamo perché solo nel chiamarci a lunga distanza, in questo cercarci a tentoni attraverso cavi di rame sepolti, relais ingarbugliati, vorticare di spazzole di selettori intasati, in questo scandagliare il silenzio e attendere il ritorno di un’eco, si perpetua il primo richiamo della lontananza, il grido di quando la prima grande crepa della deriva dei continenti s’è aperta sotto i piedi d’una coppia di esseri umani e gli abissi dell’oceano si sono spalancati a separarli mentre l’uno su una riva e l’altra sull’altra trascinati precipitosamente lontano cercavano col loro grido di tendere un ponte sonoro che ancora li tenesse insieme e che si faceva sempre più flebile finchè il rombo delle onde non lo travolgeva senza speranza.

da allora la distanza è l’ordito che regge la trama d’ogni storia d’amore ...>>

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venerdì 23 luglio, 2010 19:22:42 visioni Nessun commento

la mia ansia, non la tua pace – italo calvino

mario schifano

mario schifano

agilulfo trascina un morto e pensa: «o morto, tu hai quello che io mai ebbi né avrò: questa carcassa. ossia, non l’hai: tu sei questa carcassa, cioè quello che talvolta, nei momenti di malinconia, mi sorprendo a invidiare agli uomini esistenti. bella roba! posso ben dirmi privilegiato, io che posso farne senza e fare tutto. tutto – si capisce – quel che mi sembra piú importante; e molte cose riesco a farle meglio di chi esiste, senza i loro soliti difetti di grossolanità, approssimazione, incoerenza, puzzo. è vero che chi esiste ci mette sempre anche un qualcosa, una impronta particolare, che a me non riuscirà mai di dare. ma se il loro segreto è qui, ...>>

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lunedì 17 maggio, 2010 0:38:51 visioni Nessun commento