gregory colbert

imbattermi volevo avrei tanto voluto – mariangela gualtieri

gregory colbert

gregory colbert

ma ci sono mattine assai faticose di gambe che non vogliono alzarsi dal letto e fare il balletto del giorno ma ci sono mattine difficilissime con bestiole dentro che disagiano parecchio mattine con peso gravissimo peso alle spalle e al petto.
pauroso pensiero d’esser niente ne la ridente mattina che a me sembra un tetro abitacolo e questo mondo parrocchia di muffe o banca avarissima e imbattermi volevo avrei tanto voluto tanto voluto imbattermi in forme avventurose d’ animali come camoscio come aquila elegantissima ma c’erano solo cose certificate manovre che mi sfinivano con tutti quei lati di spigolo.
oh! oh! fatemi fiore, fatemi fontana che voglio dare da bere, fate me pianura larga, fate me campo, strada bellina sul mare, fate orditura dentro questo fango fate spalatura del mio inquieto inquieto dormire, fate me viale cielo mattutino cosmo spaziale che ci ha la sua ordinatura ne la perfezione millimetrica, fate me azzurrina e contenta che basta tetano interiore basta basta fate potatura di tralci e stecchi al cuore fate me fiore fiore de la contentezza specilistica de la contentezza.
bis di tutte le bellezze chiedo bis di bellezze! ...>>

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giovedì 2 settembre, 2010 16:08:53 angeli feriti qualunque Nessun commento

canto risorgimenti – ezra pound

gregory colbert - leopard

gregory colbert - leopard

canto tinte delicate
e variazioni della forma;
canto risorgimenti,
cose vecchie che sono state nascoste,
canto i sensi sviluppati
cerco percezioni trascurate

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domenica 4 aprile, 2010 21:21:44 respirare Nessun commento

davanti a me solo il sole – maria pieri

gregory colbert - tranquilty

gregory colbert - tranquilty

tratto da
http://www.danielepugliese.it/?p=160

Questo racconto per me è un cazzotto nello stomaco. Quando l’ho letto, direi più di un anno fa, se non sono scoppiato in lacrime, poco c’è mancato. Maria Pieri, la persona che l’ha scritto – riferendo di cose vissute con il coraggio, la passione, la follia, il senso di giustizia che la contraddistinguono – del resto, piangere mi ha visto più di una volta. E non me ne vergogno. È un cazzotto nello stomaco ma è anche un inno alla gioia e alla vita. Io almeno l’ho letto/vissuto così. Forse perché per me Maria, che mi ha pulito la casa, stirato le camicie, cucinato splendidi manicaretti, massaggiato le costole doloranti, è un inno alla gioia e alla vita, anche quando c’è poco da inneggiare. Io ho provato a trovare un editore che glielo pubblicasse in questo anno. Ma la gente è distratta ed abituata alle solite solfe. Per cui ecco qui Maria la tua carta intrisa d’inchiostro, rilegata filo a refe, con copertina rigida, com’ha da essere. Ai miei amici che hanno blog attinenti alla letteratura chiedo: rilanciate, rilanciate. Questo è un bel racconto.

L’ago della bilancia di Maria Pieri – lamariapieri@gmail.com

Lo so benissimo che non si bestemmia. E poi non è così che sono stata educata: ma davanti a quel foglio di carta intestata con su scritto ...>>

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sabato 13 marzo, 2010 16:54:28 angeli feriti qualunque Nessun commento