edward hopper

la bellezza eterna – yukio mishima

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è proprio la bellezza eterna che irrimediabilmente compromette ed avvelena la nostra esistenza. quella effimera,  che la vita ci lascia intravedere, ...>>

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giovedì 5 settembre, 2013 15:56:29 visioni Nessun commento

guardare e ascoltare – umberto saba

edward hopper

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sfuma il turchino in un azzurro tutto
stelle. io siedo alla finestra e guardo. ...>>

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sabato 13 aprile, 2013 21:10:47 silenzi Nessun commento

in un arabesco senza fine – pietro citati

edward hopper

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allora il viaggiatore scopre di possedere una forza che credeva di avere smarrito. sale montagne, attraversa deserti, scala sentieri dove soltanto le capre brucano un magrissimo cibo, resta per giorni a contemplare i ricami di una moschea o i cortei scolpiti lungo le scale di un palazzo. non conosce più tempo né spazio; e spera che la linea del suo itinerario si allunghi, si allunghi fino a trasformarsi in un labirinto complicatissimo o in un arabesco senza fine, e non si chiuda più su sé stessa. sebbene i volti amati gli si affaccino vivissimi alla memoria, non vorrebbe tornare. pensa di aver trascurato i luoghi essenziali, sconosciuti a lui stesso e a tutti. sogna altri monumenti, altre chiese, altre rovine, e gli altri paesi che stanno dopo il confine, nei quali forse il viaggio dovrà trovare il suo compimento

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giovedì 10 maggio, 2012 13:02:29 respirare Nessun commento

tu sia benedetta – arsenij tarkovskij

edward hopper

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ogni istante dei nostri incontri
lo festeggiavamo come un’epifania,
soli a questo mondo. tu eri
più ardita e lieve di un’ala di uccello,
scendevi come una vertigine
saltando gli scalini, e mi conducevi
oltre l’umido lillà nei tuoi possedimenti
al di là dello specchio. ...>>

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mercoledì 18 gennaio, 2012 11:39:23 respirare Nessun commento

una cura “urto” – anaïs nin

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uno vive così, protetto, in un mondo delicato, e crede di vivere. poi legge un libro (l’amante di lady chatterley, per esempio), o fa un viaggio, o parla con richard, scopre che non sta vivendo, che è ibernato. i sintomi dell’ibernazione sono facili da individuare: primo: inquietudine, secondo (quando l’ibernazione diventa pericolosa e può degenerare nella morte): assenza di piacere. questo è tutto. sembra una malattia innocua. monotonia, noia, morte. milioni di uomini vivono in questo modo (o muoiono in questo modo), senza saperlo. lavorano negli uffici. guidano una macchina. fanno picnic con la famiglia. allevano bambini. poi interviene una cura “urto”, una persona, un libro, una canzone, che li sveglia, salvandoli dalla morte.

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giovedì 13 ottobre, 2011 17:53:51 angeli feriti qualunque Nessun commento

nel sole violento di luglio – michela murgia

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le sue sorelle erano già signorine e lei giocava da sola per terra a fare una torta di fango impastata di formiche vive, con la cura di una piccola donna. muovevano le zampe rossastre nell’impasto, morendo lente sotto i decori di fiori di campo e lo zucchero di sabbia. nel sole violento di luglio il dolce le cresceva in mano, bello come lo sono a volte le cose cattive.

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martedì 20 settembre, 2011 12:35:38 visioni Nessun commento

il fuoco che cova – eugenio montale

edward hopper

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una colomba bianca m’ha disceso
fra stele, sotto cuspidi dove il cielo s’annida.
albe e luci, sospese; ho amato il sole,
il colore del miele, or chiedo il bruno,
chiedo il fuoco che cova, questa tomba
che non vola, il tuo sguardo che la sfida

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sabato 10 settembre, 2011 12:47:15 silenzi Nessun commento

mai una volta – jonathan safran foer

edward hopper

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e  il cuore mi va in pezzi, certo, in ogni momento di ogni giorno, in più pezzi di quanti compongano il mio cuore, non mi ero mai considerato di poche parole, tanto meno taciturno, anzi non avevo proprio mai pensato a tante cose, ed è cambiato tutto, la distanza che si è incuneata fra me e la mia felicità, non era il mondo, non erano le case in fiamme, ero io con il mio pensiero, il cancro di non lasciare mai la presa, l’ignoranza è forse una benedizione, non lo so, ma a pensare si soffre tanto, e ditemi, a cosa mi è servito pensare, in che grandioso luogo mi ha condotto, il pensiero? Io penso, penso, penso, pensando sono uscito dalle felicità un milione di volte, e mai una volta che vi sia entrato

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martedì 30 agosto, 2011 21:28:33 angeli feriti qualunque Nessun commento

solo come un atto di volontà – chuck palahniuk

edward hopper

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ti sto dando la mia vita per provare a me stessa che posso, che posso davvero amare qualcuno. anche quando non mi pagano, posso dare amore felicità e fascino. vedi, posso sopportare gli omogeneizzati e di non parlare e di essere senza casa e invisibile, ma devo sapere che posso amare qualcuno. completamente e totalmente, permanentemente e senza speranza di ricompensa, solo come un atto di volontà, amerò qualcuno.

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venerdì 19 agosto, 2011 17:33:37 angeli feriti qualunque Nessun commento

senza rumori secondari – mario benedetti

edward hopper

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mi concedo l’onore di rassegnarmi
solo questa notte
come riposo
domattina presto aprirò gli occhi
sarò un’altra volta coraggioso e ordinario
ribelle con le mani in tasca
eterno con la morte all’occhiello
solo in questa notte priva di luna
credere di andare
credere di venire ...>>

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domenica 19 giugno, 2011 16:03:04 visioni Nessun commento

avevo chiuso sia le mie parole sia il mio cuore – haruki murakami

eduard hopper - figura solitaria a teatro

edward hopper - figura solitaria a teatro

e’ una di quelle cose che non si può spiegare a nessuno, e anche se si potesse, nessuno la capirebbe. e’ una tristezza che non può prendere forma, si accumula quietamente nel cuore come la neve in una notte senza vento. ...>>

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lunedì 15 marzo, 2010 13:38:45 silenzi Nessun commento

vorrei guadagnarmi il consenso universale – gioconda belli

edward hopper

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dalla donna che sono
mi succede, a volte, di osservare nelle altre, la donna che potevo essere;
donne garbate esempio di virtù,
laboriose brave mogli, come mia madre avrebbe voluto.
non so perchè
tutta la vita ho trascorso a ribellarmi a loro. ...>>

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lunedì 8 marzo, 2010 15:55:46 respirare Nessun commento