domenico gnoli

come certe musiche – alberto savinio

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maria, lei è il mio fantasma continuo. lo sa che questo fenomeno cui lei ha dato luogo, in principio mi spaventava? sì, mi spaventava, perché nuovo per me, insospettato e incredibile. maria, lo sa che certi suoi movimenti del capo, e il suo modo di camminare a testa china, e non solo, ma la riga che le divide i capelli, e l’ombra sotto i suoi sopraccigli e il suo modo scavato di guardare, mi risuonano in testa come certe musiche che non si riescono a dimenticare? ...>>

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lunedì 15 luglio, 2013 12:48:37 visioni Nessun commento

io ero tu, tu eri io – franz kafka

domenico gnoli

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ieri ho sognato di te. non ricordo quasi più i singoli fatti, so soltanto che di continuo ci trasformavamo l’uno nell’altro, io ero tu, tu eri io

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sabato 9 giugno, 2012 12:12:35 respirare Nessun commento

non è indolore – vivian lamarque

domenico gnoli

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quest’operazione
che la costringete sempre a fare
“ridimensionare”
non è come stringere un vestito
non è indolore
si taglia la pelle del cuore

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martedì 16 agosto, 2011 13:48:56 silenzi Nessun commento

non avevamo mai paura di cadere – agota kristof

domenico gnoli

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scriveremo: “noi mangiamo molte noci”, e non “amiamo le noci” perché il verbo amare non è un verbo sicuro, manca di precisione e di obiettività. “amare le noci” e “amare nostra madre”, non può voler dire la stessa cosa. la prima formula designa un gusto gradevole in bocca, e la seconda un sentimento.
[I. il grande quaderno]

sono convinto, lucas, che ogni essere umano è nato per scrivere un libro, e per nient’altro. un libro geniale o un libro mediocre, non importa, ma colui che non scriverà niente è un essere perduto, non ha fatto altro che passare sulla terra senza lasciare traccia.
[II. la prova]

camminiamo uno accanto all’altro fino al castello, ci fermiamo nel cortile, ai piedi dei bastioni. mio fratello si arrampica sul muraglione e, giunto in cima, comincia a ballare al suono di una musica che sembra provenire da un sotterraneo. balla, agitando la braccia verso il cielo, verso le stelle, verso la luna che sta sorgendo, piena. ...>>

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mercoledì 27 luglio, 2011 20:06:46 angeli feriti qualunque 1 commento

qualunque cosa succeda – marina ruberto

domenico gnoli

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mia madre iniziò ad invecchiare il giorno in cui smise di tingersi i capelli.

non che la sua grigia criniera le impedisse di essere oltraggiosamente bella, intendiamoci.

e’ che proprio lei, quel mattino, si svegliò e decise di invecchiare.

fu una scelta che non compì per stanchezza, né perché fosse malata (godeva, anzi, di ottima salute). non la compì per raggiungere qualcuno nell’aldilà (le persone che amava erano tutte intorno a lei) e nemmeno perché si sentisse sola.

per giustificare l’abbandono dell’unica piccola civetteria che si concedeva, disse che una donna con i capelli neri, alla sua età, rischia di cadere nel ridicolo. ma in verità, il suo corpo tonico e la sua pelle levigata erano in perfetta sintonia con la folta capigliatura corvina che nessuno aveva mai trovato ridicola.

per parecchio tempo non capii e perciò non diedi importanza alla cosa. ...>>

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venerdì 15 ottobre, 2010 18:45:55 angeli feriti qualunque Nessun commento

di più di ogni per sempre – erri de luca

domenico gnoli

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aveva mani spellate da un malanno, il solo che ho amato. veneravo quelle dita screpolate, rosse, indolenzite, non l’ha creduto mai. ...>>

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venerdì 19 febbraio, 2010 19:25:42 angeli feriti qualunque Nessun commento