curzio malaparte

un dolore atroce mi scavava il petto – curzio malaparte

robert doisneau - prevert e il suo cane

robert doisneau - prevert e il suo cane

un giorno febo uscì, e non tornò più. lo aspettai fino a sera, e scesa la notte corsi per le strade, chiamandolo per nome. tornai a casa a notte alta, mi buttai sul letto, col viso verso la porta socchiusa. ogni tanto mi affacciavo alla finestra, e lo chiamavo a lungo, gridando. all’alba corsi nuovamente per le strade deserte, fra le mute facciate delle case che, sotto il cielo livido, parevano di carta sporca. non appena si fece giorno, corsi alla prigione municipale dei cani.

entrai in una stanza grigia, dove, chiusi in fetide gabbie, gemevano cani dalla gola ancora segnata dalla stretta del laccio del chiappino. ii guardiano mi disse che forse il mio cane era rimasto sotto una macchina, o era stato rubato, o buttato a fiume da qualche banda di giovinastri. mi consigliò di fare il giro dei canai, chi sa che febo non si trovasse nella bottega di qualche canaio?

tutta la mattina corsi di canaio in canaio, finalmente un tosacani, in una botteguccia di piazza dei cavalieri, mi domandò se ero stato alla clinica veterinaria dell’università, alla quale i ladri di cani vendono per pochi soldi gli animali destinati alle esperienze cliniche. ...>>

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domenica 12 settembre, 2010 12:07:22 angeli feriti qualunque Nessun commento