andre kertesz

non c’è montagna che li meravigli – rainer maria rilke

andré kertész

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io temo tanto la parola degli uomini.
dicono sempre tutto così chiaro:
questo si chiama cane e quello casa,
e qui è l’inizio e là è la fine!
e mi spaura il modo, lo schernire per gioco,
che sappian tutto ciò che fu e che sarà;
non c’è montagna che li meravigli; ...>>

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venerdì 19 settembre, 2014 15:11:47 visioni Nessun commento

quei due – erri de luca

andré kertész

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si amavano, quei due, si regalavano libri

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giovedì 23 febbraio, 2012 12:22:46 respirare Nessun commento

la velocità della luce – jean baudrillard

andré kertèsz

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la velocità della luce protegge la realtà delle cose, infatti ci garantisce la contemporaneità delle immagini che ne riceviamo. tutta la verosimiglianza di un universo causale verrebbe meno con un cambiamento sensibile di questa velocità. tutte le cose interferirebbero in un disordine completo. tant’è vero che questa velocità è il nostro punto di riferimento, il nostro Dio, e sta per noi come un assoluto. se la luce cade in velocità relative, niente più trascendenza, niente più Dio per riconoscere ciò che ci attiene, l’universo cade nell’indeterminazione.
è quel che si produce oggi, quando, con i media elettronici, l’informazione comincia a circolare dappertutto alla stessa velocità della luce. non c’è più un assoluto a cui commisurare il resto. ma dietro a questa accelerazione qualcosa comincia a rallentare in modo assoluto. siamo forse noi che cominciamo a rallentare assolutamente.
e se la luce rallentasse fino a scendere a velocità “umane”? se ci bagnasse con un flusso di immagini rallentato, fino a diventare più lenta di noi? ...>>

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giovedì 1 dicembre, 2011 16:23:13 visioni Nessun commento

un’estasi per interposta persona – muriel barbery

andré kertész

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non è molto difficile da capire: tutte queste cose che passano, che ci sfuggono per un’inezia e che perdiamo per l’eternità… tutte le parole che avremmo dovuto dire, i gesti che avremmo dovuto fare, i kairòs folgoranti che un giorno sono apparsi ma che non abbiamo saputo cogliere, e che sono sprofondati per sempre nel nulla… lo smacco appena un pelo più in là… ma soprattutto mi è venuta un’altra idea, per via dei neuroni specchio. un’idea inquietante, a dire il vero, forse vagamente proustiana. e se la letteratura fosse una televisione ...>>

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domenica 30 ottobre, 2011 19:44:08 visioni Nessun commento

ecco, lo sguardo è questo – roland barthes/andré kertész

andré kertész

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lo sguardo sembra essere trattenuto da qualcosa d’interiore. quel ragazzino povero che tiene in braccio un cagnolino appena nato e vi appoggia la sua guancia, guarda l’obiettivo con occhi tristi, gelosi, spauriti: che pensosità patetica, straziante! in effetti, egli non guarda nulla; trattiene dentro di sé il suo amore e la sua paura: ecco, lo sguardo è questo

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domenica 18 settembre, 2011 21:18:28 respirare Nessun commento

forma e colore a parole e frasi – costantino kavafis

andré kertész

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e se non posso dire del mio amore –
se non parlo dei tuoi capelli, delle labbra, degli occhi,
serbo però nell’anima il tuo viso,
il suono della voce nel cervello,
i giorni di settembre che mi sorgono in sogno:
e dan forma e colore a parole e frasi
qualunque tema io tratti, qualunque idea io dica

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sabato 3 settembre, 2011 20:06:10 silenzi Nessun commento

due mani che saltano su quaranta tasti – mario benedetti

andré kertész

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è un peccato che tu non sia con me
quando guardo l’orologio e sono le quattro
e finisco la pagina e penso dieci minuti
e stiro le gambe come tutte le sere
e faccio così con le spalle per allentare la schiena
e piego le dita e ne ricavo menzogne. ...>>

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martedì 19 luglio, 2011 12:53:38 respirare Nessun commento

primitivo e semplice – gabriel garcía márquez

andré kertesz

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forse, non solo per farla capitolare ma altresì per scongiurarne i pericoli, sarebbe bastato un sentimento tanto primitivo e semplice come l’amore, ma quella fu l’unica cosa che non venne in mente a nessuno

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sabato 16 aprile, 2011 15:24:08 angeli feriti qualunque Nessun commento

io non ci sono – charles bukowski

andre kertesz

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caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura. spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere. sono educato. faccio segno di si. fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno. questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l’anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali. non importa… il mio cervello si chiude. ascolto. rispondo. e sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono.

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domenica 27 marzo, 2011 18:03:01 silenzi Nessun commento

parole molto importune – eugenio montale

andre kertesz - underwater swim

andre kertesz - underwater swim

l’angosciante questione
se sia a freddo o a caldo l’ispirazione
non appartiene alla scienza termica.
il raptus non produce, il vuoto non conduce, ...>>

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mercoledì 3 febbraio, 2010 8:57:01 visioni Nessun commento