non avevamo mai paura di cadere – agota kristof

domenico gnoli

domenico gnoli

scriveremo: “noi mangiamo molte noci”, e non “amiamo le noci” perché il verbo amare non è un verbo sicuro, manca di precisione e di obiettività. “amare le noci” e “amare nostra madre”, non può voler dire la stessa cosa. la prima formula designa un gusto gradevole in bocca, e la seconda un sentimento.
[I. il grande quaderno]

sono convinto, lucas, che ogni essere umano è nato per scrivere un libro, e per nient’altro. un libro geniale o un libro mediocre, non importa, ma colui che non scriverà niente è un essere perduto, non ha fatto altro che passare sulla terra senza lasciare traccia.
[II. la prova]

camminiamo uno accanto all’altro fino al castello, ci fermiamo nel cortile, ai piedi dei bastioni. mio fratello si arrampica sul muraglione e, giunto in cima, comincia a ballare al suono di una musica che sembra provenire da un sotterraneo. balla, agitando la braccia verso il cielo, verso le stelle, verso la luna che sta sorgendo, piena. esile figurina avvolta in un mantello nero, avanza sui bastioni ballando, io di sotto lo seguo correndo, gridando:
- no! non farlo! fermati! scendi giù! finirai per cadere!
si ferma al di sopra di me:
- non te ne ricordi? camminavamo sui tetti, non avevamo mai paura di cadere.
- eravamo giovani, non soffrivamo di vertigini. scendi da lì!
ride:
- non avere paura, non cadrò, so volare. tutte le notti plano sulla città.
alza le braccia, salta, si spiaccica sul selciato del cortile proprio ai miei piedi.
[III. la terza menzogna]

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mercoledì 27 luglio, 2011 20:06:46 angeli feriti qualunque

1 commento to non avevamo mai paura di cadere – agota kristof

  • lino di gianni scrive:

    il primo libro di agota kristoff è un fulmine che cade nella testa, come il libro la porta di Szabò Magda

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