due mani che saltano su quaranta tasti – mario benedetti

andré kertész

andré kertész

è un peccato che tu non sia con me
quando guardo l’orologio e sono le quattro
e finisco la pagina e penso dieci minuti
e stiro le gambe come tutte le sere
e faccio così con le spalle per allentare la schiena
e piego le dita e ne ricavo menzogne.

è un peccato che tu non sia con me
quando guardo l’orologio e sono le cinque
e sono una maniglia che calcola interessi
o due mani che saltano su quaranta tasti
o un orecchio che ascolta come latra il telefono
o un tipo che fa numeri e ne ricava verità.

è un peccato che tu non sia con me
quando guardo l’orologio e sono le sei.
potresti avvicinarti di soppiatto
e dirmi “come va?” e resteremmo
io con la macchia rossa delle tue labbra
tu con il segno blu della carta carbone.

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martedì 19 luglio, 2011 12:53:38 respirare

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