imbattermi volevo avrei tanto voluto – mariangela gualtieri

gregory colbert

gregory colbert

ma ci sono mattine assai faticose di gambe che non vogliono alzarsi dal letto e fare il balletto del giorno ma ci sono mattine difficilissime con bestiole dentro che disagiano parecchio mattine con peso gravissimo peso alle spalle e al petto.
pauroso pensiero d’esser niente ne la ridente mattina che a me sembra un tetro abitacolo e questo mondo parrocchia di muffe o banca avarissima e imbattermi volevo avrei tanto voluto tanto voluto imbattermi in forme avventurose d’ animali come camoscio come aquila elegantissima ma c’erano solo cose certificate manovre che mi sfinivano con tutti quei lati di spigolo.
oh! oh! fatemi fiore, fatemi fontana che voglio dare da bere, fate me pianura larga, fate me campo, strada bellina sul mare, fate orditura dentro questo fango fate spalatura del mio inquieto inquieto dormire, fate me viale cielo mattutino cosmo spaziale che ci ha la sua ordinatura ne la perfezione millimetrica, fate me azzurrina e contenta che basta tetano interiore basta basta fate potatura di tralci e stecchi al cuore fate me fiore fiore de la contentezza specilistica de la contentezza.
bis di tutte le bellezze chiedo bis di bellezze!
oi oi chiedo pompaggio di bellezze!
ma non importa anche le bruttezze voglio vedere in bellezza!
allora c’era c’era aiuto per quella volta che ero sì tanto malmessa aiuto di forze gentilissime e dell’altro mondo io credo dell’altro invisibili forze gentili che mi soccorrevano con delicatezze

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giovedì 2 settembre, 2010 16:08:53 angeli feriti qualunque

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