solo lei sapeva i prezzi che aveva pagato – daniele pugliese

lucio fontana

lucio fontana

ecco, di lui si sarebbe potuto dire che era un uomo solido, e non si sarebbe trovato aggettivo più adatto per descrivere lei che non gassosa, perché avrebbe condensato in sé un che di frizzante con la caratteristica dell’etereità, se si potesse usare questo termine che nel vocabolario non compare, dell’evanescenza, meglio, della spiritualità.più difficile sarebbe stato tenere in piedi il paragone prendendo come riferimento le qualità dell’illuminazione prodotta o il dispendio di energia. era vero che lui fosse caldo, nel senso che era un uomo passionale e incline a surriscaldarsi sia negli entusiasmi che nelle alterazioni. così come era vero che lei poteva apparire gelida, quasi glaciale, se si prendevano in considerazione alcuni suoi gesti, molte espressioni del suo volto, tante parole taglienti e definitive con cui ibernava una discussione. ma se in lui si poteva riscontrare una certa propensione all’utilitarismo e insomma si sarebbe potuto definirlo un individuo calcolatore e quindi ipotizzare una bassa temperatura del cuore, almeno nelle questioni pratiche della vita, in lei si doveva riconoscere, tra i tratti più affascinanti della sua prorompente femminilità, una seducente sensualità che è un carattere spiccatamente caldo, per non dire bollente. altrettanto vero era che lui bruciava di più, sotto tutti gli aspetti, negli archi di tempo più brevi, ma mostrava alla lunga una propensione alla conservazione dell’energia che lo rendeva simile alle formiche. il risparmio, in lei, invece era solo superficiale. apparentemente concedeva poco di sé. sembrava che non si lasciasse succhiare dagli avvenimenti, protetta da una membrana isolante che impediva l’osmosi tra anima e mondo e viceversa. ma solo lei sapeva i prezzi che aveva pagato in vita sua, le lacerazioni, gli sfinimenti, fino alle soglie dell’esaurimento di tutte le scorte interiori.

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lunedì 8 marzo, 2010 15:39:22 silenzi

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