come certe musiche – alberto savinio

domenico gnoli

domenico gnoli

maria, lei è il mio fantasma continuo. lo sa che questo fenomeno cui lei ha dato luogo, in principio mi spaventava? sì, mi spaventava, perché nuovo per me, insospettato e incredibile. maria, lo sa che certi suoi movimenti del capo, e il suo modo di camminare a testa china, e non solo, ma la riga che le divide i capelli, e l’ombra sotto i suoi sopraccigli e il suo modo scavato di guardare, mi risuonano in testa come certe musiche che non si riescono a dimenticare? è straordinaria la facoltà con cui ogni cosa sua si trasforma e ingigantisce in me. io ho finito col vivere in un mondo che è tutto fatto di lei, e staccato completamente dal mondo usuale. sono avventure codeste che capitavano ai paladini di francia, ma che non sospettavo mai come attuabili. lei, maria, mi ha dato un’altra realtà. pensi, maria, che anche la realtà di sempre, lei me la trasforma a mano a mano e che le cose che ritenevo più note io le riscopro per sua virtù. io – pensi maria – mi sono talmente addestrato ormai a partecipare alla sua vita anche fisica, che avverto sino certe impercettibili irregolarità della sua respirazione, sento quando lei inghiotte – forse riuscirò anche da lontano a seguire i suoi mutamenti d’umore, a interpretare i suoi pensieri, tutto. stasera poi, maria, io mi studiavo il gioco del suo sangue dentro le vene sul dorso della mano. maria, lo sa che talvolta, quando sono solo mi metto a parlare, e mi accorgo che parlo con la sua voce, che uso le sue intonazioni?

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lunedì 15 luglio, 2013 12:48:37 visioni

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