confondendo memoria e desiderio – thomas stearns eliot

henri cartier bresson

henri cartier bresson

aprile è il più crudele dei mesi, genera
lillà da terra morta, confondendo
memoria e desiderio, risvegliando
le radici sopite con la pioggia della primavera.
l’inverno ci mantenne al caldo, ottuse
con immemore neve la terra, nutrì
con secchi tuberi una vita misera.
l’estate ci sorprese, giungendo sullo starnbergersee
con un scroscio di pioggia: noi ci fermammo sotto il colonnato,
e proseguimmo alla luce del sole, nel hofgarten,
e bevemmo caffè, e parlammo un’ora intera.
bin gar keine russin, stamm’ aus litauen, echt deutsch.
e quando eravamo bambini stavamo presso l’arciduca,
mio cugino, che mi condusse in slitta,
e ne fui spaventata. mi disse, marie,
marie, tieniti forte. e ci lanciammo giù.
fra le montagne, là ci si sente liberi.
per la gran parte della notte leggo, d’inverno vado nel sud.

quali sono le radici che s’afferrano, quali i rami che crescono
da queste macerie di pietra? figlio dell’uomo,
tu non puoi dire, né immaginare, perché conosci soltanto
un cumulo d’immagini infrante, dove batte il sole,
e l’albero morto non dà riparo, nessun conforto lo stridere del grillo,
l’arida pietra nessun suono d’acque.
c’è solo ombra sotto questa roccia rossa,
(venite all’ombra di questa roccia rossa),
e io vi mostrerò qualcosa di diverso
dall’ombra vostra che al mattino vi segue a lunghi passi, o dall’ombra
vostra che a sera incontro a voi si leva;
in una manciata di polvere vi mostrerò la paura.
friscb weht der wind
der heimat zu
mein iriscb kind,
wo weilest du?
fu un anno fa che mi donasti giacinti per la prima volta;
mi chiamarono la ragazza dei giacinti.”
- eppure quando tornammo, a ora tarda. dal giardino dei giacinti,
tu con le braccia cariche, con i capelli madidi, io non potevo
parlare, mi si annebbiavano gli occhi, non ero
né vivo né morto, e non sapevo nulla, mentre guardavo il silenzio,
il cuore della luce.
öd’ und leer das meer.

 

madame sosostris, chiaroveggente famosa,
aveva preso un brutto raffreddore, ciononostante
e’ nota come la donna più saggia d’europa,
con un diabolico mazzo di carte. ecco qui, disse,
la vostra carta, il marinaio fenicio annegato
(quelle sono le perle che furono i suoi occhi. guardate!)
e qui è la belladonna, la dama delle rocce,
la dama delle situazioni.
ecco qui l’uomo con le tre aste, ecco la ruota,
e qui il mercante con un occhio solo, e questa carta,
che non ha figura, è qualcosa che porta sul dorso,
e che a me non è dato vedere. non trovo
l’impiccato. temete la morte per acqua.
vedo turbe di gente che cammina in cerchio.
grazie. se vedete la cara mrs. equitone,
ditele che le porterò l’oroscopo io stessa:
bisogna essere così prudenti in questi giorni.

città irreale,
sotto la nebbia bruna di un’alba d’inverno,
una gran folla fluiva sopra il london bridge, così tanta,
ch’io non avrei mai creduto che morte tanta n’avesse disfatta.
sospiri, brevi e infrequenti, se ne esalavano,
e ognuno procedeva con gli occhi fissi ai piedi. affluivano
su per il colle e giù per la king william street,
fine a dove saint mary woolnoth segnava le ore
con morto suono sull’ultimo tocco delle nove.
là vidi uno che conoscevo, e lo fermai, gridando: “stetson!
tu che eri con me , sulle navi a milazzo!
quel cadavere che l’anno scorso piantasti nel giardino,
ha cominciato a germogliare? fiorirà quest’anno?
oppure il gelo improvviso ne ha danneggiato l’aiola?
oh, tieni il cane a distanza, che è amico dell’uomo,
se non vuoi che con l’unghie, di nuovo, lo metta allo scoperto!
tu, hypocrite lecteur! – mon semblable, – mon frère!

april is the cruellest month, breeding
lilacs out of the dead land, mixing
memory and desire, stirring
dull roots with spring rain.
winter kept us warm, covering
earth in forgetful snow, feeding
a little life with dried tubers.
summer surprised us, coming over the starnbergersee
with a shower of rain; we stopped in the colonnade,
and went on in sunlight, into the hofgarten,
and drank coffee, and talked for an hour.
bin gar keine russin, stamm’ aus litauen, echt deutsch.
and when we were children, staying at the archduke’s,
my cousin’s, he took me out on a sled,
and i was frightened. he said, marie,
marie, hold on tight. and down we went.
in the mountains, there you feel free.
i read, much of the night, and go south in the winter.

what are the roots that clutch, what branches grow
out of this stony rubbish? son of man,
you cannot say, or guess, for you know only
a heap of broken images, where the sun beats,
and the dead tree gives no shelter, the cricket no relief,
and the dry stone no sound of water. only
there is shadow under this red rock,
(come in under the shadow of this red rock),
and i will show you something different from either
your shadow at morning striding behind you
or your shadow at evening rising to meet you;
i will show you fear in a handful of dust.
frisch weht der wind
der heimat zu,
mein irisch kind,
wo weilest du?
“you gave me hyacinths first a year ago;
they called me the hyacinth girl.”
—yet when we came back, late, from the hyacinth garden,
your arms full, and your hair wet, i could not
speak, and my eyes failed, i was neither
living nor dead, and i knew nothing,
looking into the heart of light, the silence.
öd’ und leer das meer.

madame sosostris, famous clairvoyante,
had a bad cold, nevertheless
is known to be the wisest woman in europe,
with a wicked pack of cards. here, said she,
is your card, the drowned phoenician sailor,
(those are pearls that were his eyes. look!)
here is belladonna, the lady of the rocks,
the lady of situations.
here is the man with three staves, and here the wheel,
and here is the one-eyed merchant, and this card,
which is blank, is something he carries on his back,
which i am forbidden to see. i do not find
the hanged man. fear death by water.
i see crowds of people, walking round in a ring.
thank you. if you see dear mrs. equitone,
tell her i bring the horoscope myself:
one must be so careful these days.

unreal city,
under the brown fog of a winter dawn,
a crowd flowed over london bridge, so many,
i had not thought death had undone so many.
sighs, short and infrequent, were exhaled,
and each man fixed his eyes before his feet.
flowed up the hill and down king william street,
to where saint mary woolnoth kept the hours
with a dead sound on the final stroke of nine.
there i saw one i knew, and stopped him, crying “stetson!
you who were with me in the ships at mylae!
that corpse you planted last year in your garden,
has it begun to sprout? will it bloom this year?
or has the sudden frost disturbed its bed?
oh keep the dog far hence, that’s friend to men,
or with his nails he’ll dig it up again!
you! hypocrite lecteur!—mon semblable,—mon frère!”

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giovedì 5 aprile, 2012 15:50:17 visioni

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