la velocità della luce – jean baudrillard

andré kertèsz

andré kertèsz

la velocità della luce protegge la realtà delle cose, infatti ci garantisce la contemporaneità delle immagini che ne riceviamo. tutta la verosimiglianza di un universo causale verrebbe meno con un cambiamento sensibile di questa velocità. tutte le cose interferirebbero in un disordine completo. tant’è vero che questa velocità è il nostro punto di riferimento, il nostro Dio, e sta per noi come un assoluto. se la luce cade in velocità relative, niente più trascendenza, niente più Dio per riconoscere ciò che ci attiene, l’universo cade nell’indeterminazione.
è quel che si produce oggi, quando, con i media elettronici, l’informazione comincia a circolare dappertutto alla stessa velocità della luce. non c’è più un assoluto a cui commisurare il resto. ma dietro a questa accelerazione qualcosa comincia a rallentare in modo assoluto. siamo forse noi che cominciamo a rallentare assolutamente.
e se la luce rallentasse fino a scendere a velocità “umane”? se ci bagnasse con un flusso di immagini rallentato, fino a diventare più lenta di noi?

bisognerebbe allora generalizzare il fatto che ci proviene la luce da stelle da lungo tempo scomparse – la loro immagine attraversa gli anni luce per giungerci ancora. se la luce fosse infinitamente più lenta, una folla di cose, e tra le più vicine, avrebbe già subito il destino di quelle stelle: le vedremmo, starebbero lì, ma non sarebbero già più esistenti. lo stesso reale non ci sarebbe in questo caso: qualcosa di cui ci giunge ancora l’immagine, ma che già non è più? analogia con gli oggetti mentali, e l’etere mentale.
oppure i corpi potrebbero avvicinarsi a noi, supponendo la luce molto lenta, più veloci della loro immagine, e che cosa succederebbe? ci urterebbero senza che noi li avessimo visti arrivare. si potrebbe d’altra parte immaginare, al contrario del nostro universo, in cui dei corpi lenti si muovono tutti a velocità di molto inferiori a quella della luce, un universo in cui gli oggetti si spostano a velocità prodigiose, tranne la luce, che, invece, è molto lenta. un caos totale, che non sarebbe più regolato dall’istantaneità dei messaggi luminosi.
la luce come il vento, con velocità variabili: in caso di bonaccia, non ci giungerebbe alcuna immagine dalle zone colpite.
la luce come il profumo: differente da corpo a corpo, essa non diffonde niente al di là delle immediate vicinanze. una sfera di messaggi luminosi che si attenuano. le immagini del corpo non si propagano affatto oltre un certo territorio luminoso: al di là, il corpo non esiste più.
o ancora la luce che si sposta con la lentezza dei continenti, delle placche tettoniche, che scivolano l’una sull’altra provocando sismi e distorcendo così tutte le nostre immagini e la nostra visione dello spazio.
e se si immagina una rifrazione lenta dei volti e dei gesti, come movimenti di nuotatori in acqua pesante? come guardare qualcuno negli occhi, come sedurlo se non si è sicuri che sia ancora lì? se un rallentatore cinematografico s’impadronisse dell’universo intero? esaltazione comica della proiezione accelerata, che trascende il senso per esplosione – ma incanto poetico del rallentatore, che distrugge il senso per implosione.
la suspense e il rallentamento sono la nostra forma del tragico, dopo che l’accelerazione è diventata nostra condizione comune. il tempo non è evidentemente più nel suo svolgersi naturale, dopo che si è disteso, che si è allargato alla dimensione fluttuante della realtà. non è più illuminato dalla volontà. anche lo spazio non è più illuminato dal movimento. poiché la loro destinazione è perduta, bisogna che intervenga nuovamente una sorta di predestinazione per restituire loro qualche effetto tragico. questa predestinazione la si legge nella suspense e nel rallentamento. ciò sospende a tal punto lo svolgersi della forma che il senso non si cristallizza più. oppure sotto il discorso del senso, se ne muove un altro con lentezza e implode sotto il primo.
con la lentezza con cui si raggrinzirebbe su se stesso fino ad arrestarsi del tutto nella sua progressione, la luce introdurrebbe a una suspense totale dell’universo.

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giovedì 1 dicembre, 2011 16:23:13 visioni

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