angeli feriti qualunque

confini con l’aria – margherita guidacci

francesca woodman

francesca woodman

se il muro fosse di pietra e non d’aria,
se attraverso il muro non si toccassero gli alberi,
se le alte sbarre d’ombra che ti rigano l’anima
fossero l’ombra di vere sbarre a cui potersi aggrappare,
se ricordassi lo scatto d’una porta che si chiude
alle tue spalle e il tintinnìo delle chiavi
alla cintura del carceriere che si allontana:
quale sollievo ne avresti nell’orrore! ...>>

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domenica 6 novembre, 2011 12:59:05 angeli feriti qualunque Nessun commento

contro il morire della luce – dylan thomas

non andartene quieto in quella buona notte,
vecchiaia dovrebbe ardere e infierire sul finire del giorno;
infuria, infuria contro il morire della luce.

michael kenna

michael kenna

anche se i vecchi saggi alla fine sanno che il buio è giusto,
poichè dalle loro parole non diramò alcuna luce loro
non se ne vanno quieti in quella buona notte.

i buoni, in preda all’ultima onda, proclamano che splendide
le loro fioche imprese avrebbero potuto danzare in una verde baia,
infuriano, infuriano contro il morire della luce.

i selvaggi che presero e cantarono il sole al volo,
e troppo tardi impararono quanto l’afflissero nella sua strada,
non se ne vanno quieti in quella buona notte. ...>>

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giovedì 3 novembre, 2011 19:16:43 angeli feriti qualunque Nessun commento

sempre intorno allo stesso punto – ian mcewan

robert mapplethorpe

robert mapplethorpe

e in tutto quel piangere, quel credere di chiamare a gran voce qualcuno, una sola cosa riusciva a pensare: che non aveva un posto dove andare, non poteva riconoscersi in un momento qualunque, non era atteso, non disponeva di una destinazione nello spazio come nel tempo; mentre avanzava con tanta furia restava fermo, seguitando a schiantarsi sempre intorno allo stesso punto.

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mercoledì 2 novembre, 2011 21:38:59 angeli feriti qualunque Nessun commento

nei libri, mai che parlino della vita – lino di gianni

robert doisneau

robert doisneau

carlin non legge romanzi. non ha né il tempo né la voglia. perché ingannano, non parlano mai della vita vera. sono solo un’evasione, e noi dobbiamo cambiare lo stato di cose presenti, non evitarle.
mai un romanzo che parli del tuo dormire male, per i pensieri, per il mal di stomaco, per i reumatismi.
carlin non legge romanzi “d’amore”.
i libri non ti parlano mai delle angosce per il mutuo da pagare, avvoltoio che aleggia sui magri campi dei nostri grani. dell’essere sempre in ritardo, della paura che succeda qualcosa a tua figlia, degli esami medici dei tuoi genitori, di tua madre anziana che non ci sta più con la testa, di tua sorella che all’improvviso non cammina più, e devi accompagnarla in carrozzella agli esami. ...>>

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domenica 30 ottobre, 2011 19:32:16 angeli feriti qualunque 1 commento

come i denti nella bocca – boris pasternak

mimmo jodice

mimmo jodice

è una malattia di questi ultimi tempi. credo che le cause siano d’origine morale. alla gran maggioranza di noi si richiede un’ipocrisia costante, eretta a sistema. ma non si può, senza conseguenze, mostrarsi ogni giorno diversi da quello che ci si sente: sacrificarsi per ciò che non si ama, rallegrarsi di ciò che ci rende infelici. il sistema nervoso non è un vuoto suono o un’invenzione. la nostra anima occupa un posto nello spazio e sta dentro di noi come i denti nella bocca. non si può impunemente violentarla all’infinito.

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domenica 23 ottobre, 2011 9:45:47 angeli feriti qualunque Nessun commento

questo timore – ghiannis ritsos

henri cartier bresson

henri cartier bresson

questo timore
che sia rimasto qualcosa
ch’io non presi.
e il timore
che quell’infinito
abbia fine

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sabato 22 ottobre, 2011 22:33:33 angeli feriti qualunque Nessun commento

a muovere le stelle – efraim medina reyes

vincent van gogh

vincent van gogh

noi due abbiamo avuto dei buoni momenti, abbiamo avuto dialoghi e sogni, abbiamo avuto citazioni e canzoni, abbiamo avuto sesso con amore, sesso con magia, sesso con sangue e follia. forse voglio negare quel tempo ma sarò qui a ricordare che le ho insegnato a muovere le stelle, a leggere scrittori con i controcazzi, a capire ciò che i nostri occhi non vedono, ciò che non si sente, le creature dell’oscurità. lei mi ha insegnato a sapere e questo almeno è sicuro. lei è schiva, silenziosa, con ferite antiche. devi amarla con attenzione, può diventare fredda e dura come un rospo di gesso, può chiudersi in se stessa come una chiocciola offesa

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mercoledì 19 ottobre, 2011 20:03:07 angeli feriti qualunque Nessun commento

in nessun luogo – titos patrikios

maurizio nicosia

maurizio nicosia

rinviamo continuamente l’istante
in cui non ci incontreremo in nessun luogo.
nel frattempo ridiamo molte volte
di tante cose della nostra vita,
e a volte piangiamo soli, di nascosto,
per ciò che non ritornerà mai più

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mercoledì 19 ottobre, 2011 18:17:30 angeli feriti qualunque Nessun commento

sottrazioni – erri de luca

michael kenna

michael kenna

di questo per me si tratta, di essere il resto di alcune persone, delle loro sottrazioni. porto il vuoto che mi hanno lasciato

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mercoledì 19 ottobre, 2011 15:09:55 angeli feriti qualunque Nessun commento

più m’avvicini – andrea zanzotto

luigi ghirri

luigi ghirri

vitalmente ho pensato a te che ora
non sei né soggetto né oggetto
né lingua usuale
né gergo né quiete né movimento
neppure il né che negava
e che per quanto s’affondino
gli occhi miei dentro la sua cruna
mai ti nega abbastanza
e così sia: ma io credo
con altrettanta forza in tutto il mio nulla, ...>>

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martedì 18 ottobre, 2011 22:39:59 angeli feriti qualunque Nessun commento

che sarà della neve – andrea zanzotto

andrea zanzotto

andrea zanzotto

che sarà della neve
che sarà di noi?
una curva sul ghiaccio
e poi e poi… ma i pini, i pini
tutti uscenti alla neve, e fin l’ultima età
circondata da pini. sic et simpliciter?
e perché si è – il mondo pinoso il mondo nevoso -
perché si è fatto bambucci-ucci, odore di cristianucci,
perché si è fatto noi, roba per noi?
e questo valere in persona ed ex-persona
un solo possibile ed ex-possibile? ...>>

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martedì 18 ottobre, 2011 22:23:21 angeli feriti qualunque Nessun commento

fra canti, arruffio e svolazzi – julio cortazàr

julio cortazar

julio cortazar

se della tua bocca non so che la tua voce
e dei tuoi seni solo il verde o l’arancione delle tue bluse,
come posso avere la presunzione di
avere di te più della grazia di un’ombra che passa sull’acqua.
nella memoria porto gesti, la moina che tanto felice mi faceva,
e questo modo di restartene in te stessa, con il curvo riposo
di un’immagine d’avorio.
non è gran cosa questo tutto che mi resta.
in più opinioni, collere, teorie,
nomi di fratelli e sorelle,
l’indirizzo postale e il numero del telefono,
cinque fotografie, un profumo di capelli,
una pressione di mani piccole fra le quali nessuno direbbe
che mi si nasconde il mondo. ...>>

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domenica 16 ottobre, 2011 14:19:50 angeli feriti qualunque Nessun commento

una cura “urto” – anaïs nin

edward hopper

edward hopper

uno vive così, protetto, in un mondo delicato, e crede di vivere. poi legge un libro (l’amante di lady chatterley, per esempio), o fa un viaggio, o parla con richard, scopre che non sta vivendo, che è ibernato. i sintomi dell’ibernazione sono facili da individuare: primo: inquietudine, secondo (quando l’ibernazione diventa pericolosa e può degenerare nella morte): assenza di piacere. questo è tutto. sembra una malattia innocua. monotonia, noia, morte. milioni di uomini vivono in questo modo (o muoiono in questo modo), senza saperlo. lavorano negli uffici. guidano una macchina. fanno picnic con la famiglia. allevano bambini. poi interviene una cura “urto”, una persona, un libro, una canzone, che li sveglia, salvandoli dalla morte.

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giovedì 13 ottobre, 2011 17:53:51 angeli feriti qualunque Nessun commento

per pensare da lontano – wisława szymborska

vincent van gogh

vincent van gogh

non ce l’ho con la primavera
perché è tornata.
non la incolpo
perché adempie come ogni anno
ai suoi doveri.
capisco che la mia tristezza
non fermerà il verde.
il filo d’erba, se oscilla,
è solo al vento.
non mi fa soffrire
che gli isolotti di ontani sulle acque
abbiano di nuovo con che stormire. ...>>

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sabato 8 ottobre, 2011 14:31:55 angeli feriti qualunque Nessun commento

un rumore di lillà che si rompe – alejandra pizarnik

odilon redon

odilon redon

(a cristina campo)

sono le mie voci che cantano
affinché non cantino loro,
gli imbavagliati grigi nell’alba,
i vestiti di un uccello devastato nella pioggia.

c’è, nell’attesa,
un rumore di lillà che si rompe.
e c’è, quando arriva il giorno,
una partizione del sole in piccoli soli neri.
e quando è notte, sempre,
una tribù di parole mutilate
cerca asilo nella mia gola,
perché non cantino loro,
i funesti, i padroni del silenzio.

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giovedì 22 settembre, 2011 8:58:40 angeli feriti qualunque Nessun commento

qualcosa c’è che geme – jorge luis borges

michael kenna

michael kenna

siamo il tempo. siamo la famosa
parabola di eraclito l’oscuro.
siamo l’acqua, non il diamante duro,
che si perde, non quella che riposa.
siamo il fiume e siamo anche quel greco
che si guarda nel fiume. il suo riflesso
muta nell’acqua del cangiante specchio,
nel cristallo che muta come il fuoco.
noi siamo il vano fiume prefissato,
dritto al suo mare. l’ombra l’ha accerchiato.
tutto ci disse addio, tutto svanisce.
la memoria non conia più monete.
e tuttavia qualcosa c’è che resta
e tuttavia qualcosa c’è che geme. ...>>

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martedì 20 settembre, 2011 22:47:42 angeli feriti qualunque Nessun commento

non ho niente – almudena grandes

luigi ghirri

luigi ghirri

non ho niente perché non so spiegare cos’ho, pensai mentre reggevo il suo sguardo e vedevo che sorrideva e ricambiavo il suo sorriso, non ho niente perché non so come si chiama, di cosa si tratta, se è una cosa vera o non lo è, se sono io che non capisco le cose o le cose che non si fanno capire. non sto bene, ma non so perché sto male, e non so neanche se questo è stare bene o stare male, e mi viene subito il mal di testa quando ci penso, eppure non posso smettere di rimuginare su quello che mi sta succedendo, sulle cose che hanno improvvisamente cominciato a piacermi e su quelle che non mi piacciono più

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martedì 20 settembre, 2011 21:26:34 angeli feriti qualunque Nessun commento

questa gemma d’albero – piero jahier

piero jahier

piero jahier

vogliono sempre impedirmi di esser triste;
ma se è la mia sola gioia esser triste:
cresce solo piangendo
questa gemma d’albero che volete asciugare

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domenica 18 settembre, 2011 0:16:53 angeli feriti qualunque Nessun commento

cuore mio spaccati a mezzo – pier vittorio tondelli

mimmo jodice

mimmo jodice

lacrime lacrime non ce n’è mai abbastanza quando vien su la scoglionatura, inutile dire cuore mio spaccati a mezzo come un uovo e manda via il vischioso male, quando ti prende lei la bestia non c’è da fare proprio nulla solo stare ad aspettare un giorno appresso all’altro. e quando viene comincia ad attaccarti la bassa pancia, quindi sale su allo stomaco e lo agita in tremolio di frullatore e dopo diventa ansia che è come un sospiro trattenuto che dice vengo su eppoi non viene mai. [...]

si porta appresso nevralgie d’ossa, brufoletti sulle labbra o nel fondoschiena ma poi i più gravi mali, quelli della vocina; cioè chi sei? cosa fai? dove vai? qual è il tuo posto nel gran trojajo? cheffarai? e poi ancora quelli più deleteri, i mali del non so giammai né perché venni al mondo né cosa sia il mondo né cosa io stesso mi sia e quando son proprio gravi persino il non so quale sia il mio sesso né il corpo né la cacca mia, cioè i disturbi dubitativi della decadenza

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sabato 17 settembre, 2011 14:36:12 angeli feriti qualunque Nessun commento

mi sanguina la spalla – manuel altolaguirre

anish kapoor

anish kapoor

appoggiata alla mia spalla
sei la mia ala destra
come se tu spiegassi
e le tue tenere penne,
m’innalzan le tue parole
a un candidissimo cielo.
esultanza. silenzio.
seduto ora al mio tavolo,
mi sanguina la spalla,
la tua assenza mi duole.

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mercoledì 14 settembre, 2011 20:38:09 angeli feriti qualunque Nessun commento

senza essere angelo – manuel altolaguirre

anish kapoor

anish kapoor

non posso sapere le ore
che accumulo lungi da te.
un sole implacabile vieta
che il tempo passi. non arriva
la notte mai. io volo
sotto una luce ch’é morte,
luce che accerchia il tuo mondo,
luce che, s’io non corressi
la corsa dell’astro,
sarebbe per me l’aurora.
felice te, che non hai
luce costante; che godi
notte e giorno nell’anima. ...>>

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lunedì 12 settembre, 2011 16:26:14 angeli feriti qualunque Nessun commento

più pieno del pieno – jean baudrillard

lucian freud

lucian freud

nemmeno il vuoto cede di fronte al pieno, ma di fronte alla pletora e alla saturazione – più pieno del pieno, tale è la reazione del corpo nell’obesità, del sesso nell’oscenità, la sua abreazione al vuoto. il movimento non scompare tanto nell’immobilità quanto nella velocità e nell’accelerazione – nel più mobile del movimento, se così si può dire, e che lo conduce all’estremo mentre lo spoglia di senso.

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sabato 10 settembre, 2011 13:04:27 angeli feriti qualunque Nessun commento

i piedi scalzi degli angeli – david grossman

odilon redon

odilon redon

ci sono cose che non possono avvenire del tutto, fino in fondo. sono troppo grandi per poter trovare un luogo dove avvenire. e solo provano ad avvenire, provano il terreno della realtà per vedere se le può sopportare. e subito arretrano, timorose di perdere la propria completezza in un realizzarsi incompleto. e poi restano nelle nostre biografie quelle macchie bianche, segni odorosi, quelle impronte d’argento perdute dei piedi scalzi degli angeli, sparse in passi giganteschi sui nostri giorni e sulle nostre notti…

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venerdì 9 settembre, 2011 1:09:00 angeli feriti qualunque Nessun commento

a quell’angolo a cui non svolterai – julio cortázar

michael kenna

michael kenna

e so molto bene che non ci sarai.
non ci sarai nella strada, non nel murmure che sgorga di notte dai pali
che la illuminano, neppure nel gesto di scegliere il menù, o nel
sorriso che alleggerisce il tutto completo delle sotterranee,
nei libri prestati e nell’arrivederci a domani.

nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
né ci sarai in un numero del telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci, all’angolo
della strada mi fermerò, a quell’angolo a cui non svolterai, ...>>

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martedì 6 settembre, 2011 12:36:27 angeli feriti qualunque Nessun commento

mai una volta – jonathan safran foer

edward hopper

edward hopper

e  il cuore mi va in pezzi, certo, in ogni momento di ogni giorno, in più pezzi di quanti compongano il mio cuore, non mi ero mai considerato di poche parole, tanto meno taciturno, anzi non avevo proprio mai pensato a tante cose, ed è cambiato tutto, la distanza che si è incuneata fra me e la mia felicità, non era il mondo, non erano le case in fiamme, ero io con il mio pensiero, il cancro di non lasciare mai la presa, l’ignoranza è forse una benedizione, non lo so, ma a pensare si soffre tanto, e ditemi, a cosa mi è servito pensare, in che grandioso luogo mi ha condotto, il pensiero? Io penso, penso, penso, pensando sono uscito dalle felicità un milione di volte, e mai una volta che vi sia entrato

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martedì 30 agosto, 2011 21:28:33 angeli feriti qualunque Nessun commento

ma la somma? – eugenio montale

renè magritte

renè magritte

ogni giorno di più mi scopro difettivo:
manca il totale.
gli addendi sono a posto, ineccepibili,
ma la somma? ...>>

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venerdì 26 agosto, 2011 16:28:36 angeli feriti qualunque Nessun commento

io sono di legno – giulia carcasi

mario ceroli

mario ceroli

il legno sembra fermo, ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano.
la ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti.
il legno no, finché può nasconde, si lascia torturare ma non confessa.
io sono di legno.

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giovedì 25 agosto, 2011 11:23:06 angeli feriti qualunque Nessun commento

dita per tappare i fori – jonathan safran foer

anish kapoor

anish kapoor

dietro la sua finestra brod manteneva un accurato equilibrio, mai permettendo agli uomini di avvicinarsi troppo, mai permettendo loro di andare troppo alla deriva. aveva un bisogno disperato di loro, non solo per i favori, non solo per quello che avrebbe potuto ottenere a vantaggio di yankel e di se stessa e che yankel non poteva permettersi, ma perché fornivano dita per tappare i fori della diga che tratteneva la verità a lei nota: cioè che non amava la vita. che non c’era una ragione convincente per vivere

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lunedì 22 agosto, 2011 11:30:35 angeli feriti qualunque Nessun commento

come i vecchi – margaret mazzantini

lucio fontana

lucio fontana

non si guarisce mai da ciò che ci manca, ci si adatta, ci si racconta altre verità. si convive con se stessi, con la nostalgia della vita, come i vecchi

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lunedì 22 agosto, 2011 11:25:01 angeli feriti qualunque Nessun commento

solo come un atto di volontà – chuck palahniuk

edward hopper

edward hopper

ti sto dando la mia vita per provare a me stessa che posso, che posso davvero amare qualcuno. anche quando non mi pagano, posso dare amore felicità e fascino. vedi, posso sopportare gli omogeneizzati e di non parlare e di essere senza casa e invisibile, ma devo sapere che posso amare qualcuno. completamente e totalmente, permanentemente e senza speranza di ricompensa, solo come un atto di volontà, amerò qualcuno.

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venerdì 19 agosto, 2011 17:33:37 angeli feriti qualunque Nessun commento

in un limbo di indifferenza – lorenzo licalzi

luigi ghirri

luigi ghirri

vive in un limbo di indifferenza, verso se stesso, prima di tutto, e verso il mondo; dieci anni fa aveva detto che si sentiva estraneo, ecco, non è cambiato per niente. eppure nota ogni particolare, guarda dove gli altri non vedono. se vuole. ma spesso non vuole e allora diventa distratto, perfino ingenuo, insopportabile.

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giovedì 18 agosto, 2011 9:06:57 angeli feriti qualunque Nessun commento

ma io spero di no – chuck palahniuk

robert mapplethorpe

robert mapplethorpe

…ma non sento assolutamente nulla. l’interno della mia bocca è amaro… forse dopo che tutti quelli intorno a me sono morti, ho solamente sviluppato un’abilità particolare nel perdere le persone. un talento naturale. una benedizione.
così come per fertility che è sterile il mestiere perfetto è fare la madre surrogata, può darsi che io abbia sviluppato un’utile assenza di sentimenti. così come si può restare a guardare la propria gamba venir tagliata all’altezza del ginocchio e non sentire niente. può darsi che sia solamente lo shock.
ma io spero di no. non voglio che passi. prego di non dover sentire mai più niente. perché, se passa, tutto questo farà molto male. farà male per il resto della mia vita.

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martedì 16 agosto, 2011 6:27:31 angeli feriti qualunque Nessun commento