come un gatto – andré aciman

francesca woodman

francesca woodman

sei la cosa migliore che mi sia capitata quest’anno. parole che potevi portare da un broker per comprare opzioni di vendita in un mercato tendente al rialzo, ricavandone comunque un sacco di soldi; parole di cui avevo ritrovato lo splendore nascosto e di cui avrei mollato la presa per recuperarle all’infinito… anche quando me ne dimenticavo, sapevo che mi aspettavano lì accanto, come un gatto che si struscia contro una porta chiusa

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venerdì 27 gennaio, 2012 16:32:16 respirare Nessun commento

le scapole appuntite – charles bukowsky

man ray

man ray

le coperte erano scivolate via e io guardai quella schiena bianca, le scapole appuntite sembravano lì lì per trasformarsi in ali

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venerdì 27 gennaio, 2012 16:07:23 silenzi Nessun commento

le stesse visioni del mare – predrag matvejević

caspar david friedrich

caspar david friedrich

i greci avevano più termini per il mare: hals è il sale, il mare come materia; pontos è il mare come distesa e viaggio; pelagos è il vasto e aperto mare; thalassa è un concetto di carattere generale (di origine sconosciuta, forse cretese), mare come esperienza o avvenimento; kolpos significa insenatura o riparo: una rientranza o un golfo. nei testi dei grandi poeti e narratori questi termini potevano affiancarsi l’uno all’altro cosicché, messi insieme, moltiplicavano i rispettivi significati: materia-presenza, natura-spazio, via-avvenimento, distesa-spettacolo, e così all’infinito, come del resto le stesse visioni del mare si completano e trapassano l’una nell’altra

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venerdì 27 gennaio, 2012 15:45:14 respirare Nessun commento

da straniero – italo calvino

edvard munch

edvard munch

il luogo ideale per me è quello in cui è più naturale vivere da straniero

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venerdì 20 gennaio, 2012 11:58:09 angeli feriti qualunque Nessun commento

nel collo di una bottiglia vuota – erri de luca

massimo rocchi

massimo rocchi

se fossi qui, ti scriverei lo stesso
imbucherei la lettera nel collo di
una bottiglia vuota
e la dovresti rompere, per leggere,
col rischio di tagliarti.
le parole tra noi, soltanto se affilate

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giovedì 19 gennaio, 2012 17:52:27 respirare Nessun commento

non abbiamo fuoco – shu ting

vilhelm hammershoi

vilhelm hammershoi

forse le nostre ansie
non hanno lettori
forse la strada è sbagliata fin dall’inizio
e sbagliata sarà anche alla fine
forse le lanterne che ad una ad una accendiamo
il vento una a una le spegnerà
forse bruciamo la vita per illuminare gli altri
e non abbiamo fuoco per riscaldare noi stessi
forse quando tutte le lacrime saranno versate
la terra sarà più fertile ...>>

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giovedì 19 gennaio, 2012 15:11:48 angeli feriti qualunque Nessun commento

non è molto difficile – david grossman

edvard munch

edvard munch

non si può guarire solo con le parole. ammalarsi sì. probabilmente non è molto difficile

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giovedì 19 gennaio, 2012 14:57:49 angeli feriti qualunque Nessun commento

tu sia benedetta – arsenij tarkovskij

edward hopper

edward hopper

ogni istante dei nostri incontri
lo festeggiavamo come un’epifania,
soli a questo mondo. tu eri
più ardita e lieve di un’ala di uccello,
scendevi come una vertigine
saltando gli scalini, e mi conducevi
oltre l’umido lillà nei tuoi possedimenti
al di là dello specchio. ...>>

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mercoledì 18 gennaio, 2012 11:39:23 respirare Nessun commento

guardare e ascoltare – umberto saba

vilhelm hammershoi

vilhelm hammershoi

sfuma il turchino in un azzurro tutto stelle.
io siedo alla finestra, e guardo.
guardo e ascolto;
pero’ che in questo è tutta la mia forza:
guardare ed ascoltare

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mercoledì 18 gennaio, 2012 10:52:16 silenzi Nessun commento

quel silenzioso nessuno – italo calvino

pablo picasso

pablo picasso

hai con te il libro che stavi leggendo al caffè e che sei impaziente di continuare, per poterlo poi passare a lei, per comunicare ancora con lei attraverso il canale scavato dalle parole altrui, che proprio in quanto pronunciate da una voce estranea, dalla voce di quel silenzioso nessuno fatto d’inchiostro e di spaziature tipografiche, possono diventare vostre, un linguaggio, un codice tra voi, un mezzo per scambiarvi segnali e riconoscervi

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venerdì 13 gennaio, 2012 19:38:59 respirare Nessun commento

un’eco degli urli furibondi – james joyce

maurizio nicosia

maurizio nicosia

con il suo mostruoso modo di vivere gli parve di essersi posto oltre i limiti della realtà. nulla lo commuoveva né gli parlava dal mondo reale a meno che non udisse in esso un’eco degli urli furibondi dentro di sé

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venerdì 13 gennaio, 2012 19:29:51 angeli feriti qualunque Nessun commento

quanto a me – anne sexton

massimo rocchi

massimo rocchi

quanto a me, io sono un acquerello.
mi dissolvo

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mercoledì 11 gennaio, 2012 20:11:18 angeli feriti qualunque 1 commento

al limite – elio vittorini

arno rafael minkkinen

“sai” egli le disse “che cosa sembra?”
“che cosa?” disse berta.
“che io abbia un incantesimo in te”
“ed io in te. non l’ho anche io in te?”
“questa è la nostra cosa”
“sembra ci sia anche altro”
“che altro?”
“che io debba vederti quando sono al limite”
“come, al limite?”
“quando ho voglia di perdermi”

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martedì 3 gennaio, 2012 13:01:36 respirare Nessun commento

il legno non è isotropo – roland barthes

francesca woodman

francesca woodman

la resistenza del legno varia a seconda del punto in cui si conficca il chiodo: il legno non è isotropo. neanch’io lo sono; ho i miei “punti delicati”. io solo conosco la mappa di questi punti ed è in base ad essa che io guido me stesso, evitando, ricercando questo o quello, conformemente a dei comportamenti esteriormente enigmatici; vorrei che questa mappa di agopuntura morale venisse preventivamente distribuita ai miei nuovi conoscenti (che, del resto, potrebbero utilizzarla anche per farmi soffrire di più)

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martedì 3 gennaio, 2012 12:49:31 silenzi Nessun commento

la radice di te stesso – rumi

graziano spinosi

graziano spinosi

non andartene, avvicinati.
non essere senza fede, abbi fede.
scopri l’antidoto nel veleno:
vieni alla radice di te stesso

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lunedì 2 gennaio, 2012 11:33:54 respirare Nessun commento

cominciamo – vivian lamarque

martin munkacsi

martin munkacsi

poter domani
il foglio di bella
della vita cominciare
correggere la brutta cancellare ...>>

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domenica 1 gennaio, 2012 9:48:33 angeli feriti qualunque Nessun commento

noi, popolo lieve – fëdor ivanovic tjutcev

egon schiele

egon schiele

noi, popolo lieve,
fioriamo e splendiamo
e solo per breve tempo
siamo ospiti dei rami.

stiano alti tutto l’inverno
i pini e gli abeti,
e di neve e bufere
dormano avvolti
il loro scarno verde,
come gli aghi di un riccio,
se mai non ingiallisce,
pure non è mai fresco. ...>>

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martedì 27 dicembre, 2011 13:45:52 respirare Nessun commento

come lo zolfo – james hillman

michael kenna

michael kenna

dunque il problema del male, come quello del brutto, rimanda in primo luogo al cuore anestetizzato, al cuore che non reagisce a quello che ha davanti e che trasforma con ciò stesso il variegato volto sensuoso del mondo in monotonia, in uniformità, in unità. Il deserto della modernità.
eppure, sorprendentemente, quel deserto non è senza cuore, perché il deserto è dove vive il leone. deserto e leone sono tradizionalmente associati nella medesima immagine, sicché, se vogliamo ritrovare il cuore reattivo, dobbiamo andare là dove più sembrerebbe assente.
secondo il physiologus (tradizionale compendio di psicologia animale), alla nascita i cuccioli del leone sono inanimati e vanno destati alla vita con un ruggito; ecco perché il ruggito del leone è così possente: per risvegliare i leoncini dal loro sonno, dal sonno in cui sono immersi dentro il nostro cuore. ...>>

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lunedì 26 dicembre, 2011 22:38:17 respirare Nessun commento

il vento della notte – yukio mishima

yukio mishima

yukio mishima

la passività è il meraviglioso attimo di tensione di ogni compimento, l’attimo in cui il tramonto, tra la paura e l’ansia, emana il suo estremo bagliore prima dell’invasione della notte; l’attimo in cui le cose vogliono mantenere inalterato il loro aspetto, conservando la loro “perfezione” il più a lungo possibile; il meraviglioso attimo di tensione dell’acqua agitata che ritorna all’immobilità. la passività è un istante immortale, è il tempo dell’eternità [...] quando gli uomini guarderanno le stelle, nel loro cuore si leverà, carico di essenze, il vento della notte. sulla foresta, sul lago, sulla città, le nuvole fluttueranno tranquille. allora le stelle inizieranno a cadere copiose, e come la rugiada ricopriranno ogni cosa. nel disegno tracciato dall’invisibile nastro divino, tutte le costellazioni crolleranno a una a una con estrema eleganza. d’allora in poi le stelle dimoreranno nella nostra anima, e forse torneranno ancora quei giorni in cui gli uomini erano dolci e meravigliosi come gli dei.

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lunedì 26 dicembre, 2011 22:02:51 visioni Nessun commento

il vuoto, l’utilità essenziale – lao tzu

francesca woodman

francesca woodman

trenta raggi convergono sul mozzo,
ma è il foro centrale che rende utile la ruota.
plasmiamo la creta per formare un recipiente,
ma è il vuoto centrale che rende utile un recipiente.
ritagliamo porte e finestre nella pareti di una stanza:
sono queste aperture che rendono utile una stanza.

perciò il pieno ha una sua funzione,
ma l’utilità essenziale appartiene al vuoto.

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lunedì 26 dicembre, 2011 20:50:16 respirare Nessun commento

l’istante sublime – silvia plath

graziano spinosi

graziano spinosi

per me il presente è l’eternità e l’eternità è sempre in movimento, scorre, si dissolve. questo attimo è vita. e quando passa, muore. ma non si può ricominciare a ogni nuovo attimo, ci si deve basare su quelli già morti. è un po’ come le sabbie mobili…senza scampo fin dall’inizio. un racconto, un quadro possono far rivivere un poco la sensazione, ma mai abbastanza, mai abbastanza. niente è reale, eccetto il presente, e io mi sento già soffocare sotto il peso dei secoli. un centinaio di anni fa una ragazza ha vissuto come vivo io. poi è morta. io sono il presente, ma so che anch’io me ne andrò. l’istante sublime, la fiamma che consuma arriva e subito scompare: sabbie mobili, sempre. e io non voglio morire

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lunedì 26 dicembre, 2011 20:39:34 visioni Nessun commento

un atlante di percorsi sbarrati – pier vittorio tondelli

pier vittorio tondelli

pier vittorio tondelli

come se la solitudine, quella accettata e rielaborata, avesse costruito, nel suo cuore, un atlante di percorsi sbarrati, di strade senza uscita, di sensi unici, di dighe, di barriere antisismiche in modo che qualsiasi sentimento o oggetto nuovo abbia un percorso prestabilito, all’interno, per vagare senza arrecare danno

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sabato 24 dicembre, 2011 22:50:35 angeli feriti qualunque Nessun commento

the dull flame of desire – bjork/antony hegarty

i love your eyes, my dear
their splendid, sparkling fire
when suddenly you raise them so
to cast a swift embracing glance
like lightning flashing in the sky
but there’s a charm that is greater still
when my love’s eyes are lowered
when all is fired by passion’s kiss
and through the downcast lashes
i see the dull flame of desire.

fëdor ivanovic tjutcev

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sabato 24 dicembre, 2011 11:30:41 respirare Nessun commento

c’è un incantesimo – fëdor ivanovic tjutcev


da stalker (1979), andrej tarkovskij

amo i tuoi occhi, mia cara
Il loro splendido, scintillante fuoco
quando improvvisamente li alzi per
scoccare uno sguardo rapido e avvolgente
come il lampo che folgora il cielo
ma c’è un incantesimo che è più grande ancora ...>>

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sabato 24 dicembre, 2011 11:24:44 respirare Nessun commento